Roy Wallace – L’Ultimo Golem di Specchi (2026)

FORMATO: EPUB
Nel cuore di Malta, tra scogliere battute dallo scirocco e fortezze dimenticate dai secoli, il detective Douglas Croft viene convocato alla Torre di Sant’Agata per indagare su un caso apparentemente impossibile: il celebre studioso e collezionista Alistair Vance è stato assassinato in una stanza chiusa dall’interno, la misteriosa Sala dei Riflessi. La torre, trasformata da Vance in un laboratorio dedicato agli specchi antichi e agli esperimenti ottici, custodisce un ambiente quasi irreale: una sala ottagonale rivestita interamente di specchi seicenteschi, progettata per alterare la percezione dello spazio e della luce. Quando Croft entra nella stanza, trova il corpo dell’uomo riverso sul pavimento, trafitto da uno stiletto veneziano, mentre uno degli specchi principali è esploso in mille frammenti. La porta era sprangata dall’interno e nessuno, secondo i presenti, avrebbe potuto entrare o uscire. Ad attendere Croft vi sono tre persone: Serena Moll, compagna della vittima; Dorian Ash, assistente e collaboratore scientifico di Vance; e il notaio Carmelo Pace. Tutti raccontano la stessa sequenza di eventi: Vance si era chiuso nella Sala dei Riflessi per completare un esperimento legato al cosiddetto “Codice Catottrico”, un antico manoscritto settecentesco che descriverebbe tecniche ottiche capaci di creare invisibilità e illusioni percettive. Dopo quasi un’ora di silenzio, dalla stanza sarebbero giunte urla disperate, rumori di lotta e il fragore di vetro infranto. Quando la porta viene abbattuta, Vance è già morto. Croft, però, comprende subito che qualcosa non torna. La disposizione degli specchi presenta anomalie minime ma decisive: angolazioni alterate, pannelli non perfettamente allineati, fessure invisibili dietro le cornici. Dietro l’apparenza di un delitto soprannaturale si cela un meccanismo estremamente sofisticato, costruito sulla geometria della riflessione e sulla manipolazione del tempo. Mentre l’indagine avanza, emerge la figura inquietante di Fra’ Sebastiano Mirra, autore del perduto Codice Catottrico, convinto che gli specchi non riflettano soltanto la luce ma possano alterare la percezione stessa dell’esistenza. Le sue teorie ossessionano Vance da anni, trasformando la torre in un gigantesco esperimento ottico. Croft scopre che dietro i pannelli della Sala dei Riflessi esistono intercapedini e “angoli ciechi” in cui una persona può nascondersi restando invisibile agli osservatori. L’indagine si trasforma così in un confronto tra logica e illusione. Ogni testimonianza sembra vera e falsa allo stesso tempo; ogni riflesso nasconde una deviazione; ogni parola dei protagonisti contiene omissioni, rancori e ambizioni soffocate. Croft comprende progressivamente che il vero centro del mistero non è soltanto l’omicidio, ma il rapporto malato tra il genio creativo e chi vive nella sua ombra. Dietro gli esperimenti di Vance si nascondono anni di collaborazioni negate, appropriazioni intellettuali e un desiderio disperato di riconoscimento. L’atmosfera del romanzo si fa sempre più claustrofobica: la torre sembra vivere di una propria volontà, gli specchi moltiplicano i personaggi fino a deformarne l’identità, il mare attorno alla fortezza isola progressivamente ogni possibilità di fuga. Croft si addentra in una costruzione narrativa fatta di trucchi meccanici, registrazioni sonore, passaggi nascosti e raffinati artifici prospettici, fino a comprendere che il “delitto impossibile” è stato costruito come una rappresentazione teatrale perfetta. Tuttavia, il vero colpo di scena del romanzo non riguarda soltanto il metodo del delitto, ma la natura stessa della verità: ciò che gli specchi riflettono non coincide mai completamente con ciò che esiste davvero.
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