
Formato: EPUB
La Repubblica del Reale comincia con un’immagine. Per le strade di Varsavia, d’estate, appariva l’Uomo-Birra: la sagoma di gomma di un bicchiere schiumoso con un pover’uomo dentro, a morire di caldo e di sete. Quella scena porta con sé una tristezza inspiegabile — non perché la pubblicità fosse primitiva, ma perché l’Uomo-Birra non c’è più, e ci manca come se l’avessimo davvero conosciuto.
Oggi non è più necessario infilare nessuno in un costume: abbiamo trasformato l’esistenza intera in una sagoma di gomma. L’Uomo-Birra è ovunque. È Roberto, torinese, che gira la chiave di casa con un polso che cerca ancora il ritmo della fabbrica, mentre lo Stato gli risponde con la voce metallica di un bot. È Chiara, a Milano, che si trasforma nel boccale di birra di sé stessa su OnlyFans, vendendo i pixel della propria pelle per pagare un affitto che lo stipendio non copre più.
La diagnosi è una sola: abbiamo rinunciato a manutenere il Reale. Il cittadino è sostituito dal profilo. Lo Stato ha smesso di rispondere.
Da quel fotogramma parte il libro. Percorre i volti concreti del declassamento: la fabbrica chiusa, la fila invisibile, il capomastro digitale, il corpo che aspetta, il precariato cognitivo, la privatizzazione del rischio, il corpo convertito in ultima riserva economica.
Ma questo non è soltanto un libro di diagnosi. È un libro di cantiere. Cerca strumenti concreti che permettano di ricostruire sovranità — e individua casi reali. Il Pix, creato e gestito dalla Banca Centrale del Brasile, appare come modello di sovranità monetaria operativa; il MEI, come forma di formalizzazione dal basso; il Drex, come tentativo di reiscrivere l’innovazione finanziaria dentro un’architettura pubblica. L’Europa guarda il Brasile con condiscendenza. Dovrebbe guardarlo con il taccuino in mano.
Il libro mostra anche il rovescio: i sistemi che privatizzano la capacità di visione dello Stato. Palantir non vende soltanto sistemi predittivi. Vende l’idea che, senza sorveglianza, arrivi la fine del mondo — e assume in questo senso la struttura ideata da Carl Schmitt: la forza che non sconfigge il nemico, ma lo mantiene vivo come giustificazione permanente dell’emergenza. Il proprietario non abbatte il Leviatano. Lo acceca, poi gli vende gli occhi.
Da qui emerge la proposta centrale: la Repubblica del Reale. Non una nostalgia, né un’utopia, ma una postura di governo fondata su misura, manutenzione, ridondanza e responsabilità. Uno Stato che smette di scusarsi per la propria esistenza e torna a fare il suo mestiere: proteggere chi produce, controllare la rete, garantire il futuro. La politica torna a esistere quando qualcuno risponde del cavo, della chiave, del binario, del corpo e del tempo.
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