
Lo scandalo del talidomide, che colpì profondamente l’opinione pubblica negli anni ‘70 può essere collocata fra le più gravi catastrofi provocate dall’uomo nel secolo scorso, paragonabile al disastro di Seveso, a quelli di Chernobil, del Vajont, ecc. Secondo caute stime, infatti, negli anni ‘50-’70 la somministrazione dello psicofarmaco talidomide a donne gravide ha provocato nel mondo la nascita di almeno 8-10.000 bambini con focomelia e altre gravissime malformazioni.
Il farmaco era stato introdotto sul mercato tedesco da un’industria farmaceutica che ne assicurava e propagandava l’assoluta innocuità anche quando gliene erano già noti gli effetti tossici. La stessa ditta aveva curato, per incrementare i propri profitti, la diffusione del talidomide in altri paesiE’ merito di pochi medici e legali aver portato alla luce la vicenda denunciandone le responsabilità fino al ritiro del farmaco e all’ottenimento di un indennizzo alle vittime del talidomide (1). Fra i primi nel mondo gli autori del volum, Henning Sjòstròm e Robert Nilsson, che hanno condotto in Svezia questa battaglia e l’hanno vinta nonostante lo scetticismo dei colleghi e l’ostilità delle corporazioni professionali.
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