Stefano Terra – Alessandra (1974)

 

Formato: EPUB

Il romanzo narra la storia di un diplomatico che sceglie di lasciare l’Italia per un’isola (Rodi) nelle regioni dell’Attica, e del suo triste amore per la moglie Alessandra.
Il presente e il passato si alternano ed anche si mescolano dentro una scrittura malinconica e riflessiva.
La sensazione che si prova è di un disegno che vuole essere consapevolmente sfuggente, non mai compiutamente definito, consegnato al flusso del tempo e della memoria.

Al consolato giunge una lettera, riconosce la calligrafia: è di Alessandra, sua moglie “civile e legittima.”, che non vede da dieci anni. Non ha il coraggio di leggerla. La nasconde.
È la paura di contaminare la parte più preziosa della memoria, quella che dà senso ai suoi giorni: “La stessa paura di crollare di quando m’accorsi che Alessandra non era tornata.”

Alessandra arriverà nell’isola tra poche ore proveniente da Odessa, dove si è tenuto un congresso medico. Tutto al consolato è pronto per riceverla.
Il momento della paura e forse della gioia inattesa è preceduto da una quasi gotica visita al cimitero cattolico, dove il protagonista si muove tra tombe abbandonate e foto polverose e ingiallite. Insieme con il becchino Visentini vi ha portato due cassette in cui ha riposto le ossa di due soldati italiani.

Terra ha paura della felicità. Non la crede possibile in questo mondo. Forse perfino che questo mondo ne sia indegno.
L’arrivo di Alessandra riaccende in lui una tale paura. Si astiene dall’inciderla, identificarla, conoscerla. Il rapporto con la paura pare coperto da una velatura quasi impalpabile ma presente e decisiva. I sentimenti teneri, sempre immersi nella memoria malinconica, si trasformano in dolenti e sottili ferite dell’anima. Alessandra pare stanca, lontana. Un sentimento di morte striscia insinuante tra i due. Terra ne delinea contorni eterei, fragili. Come anime.

 

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