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«Teoria “selvaggia”, sovversiva e devastante, la fisica dei quanti ha demolito completamente il bell’edificio innalzato dalla scienza tradizionale e ci fa entrare in pieno nel mondo della fantascienza». Nessuno, dopo aver letto questo libro, potrà credere di saper risolvere problemi di fisica quantistica, e tanto meno pensare a un’applicazione pratica della nuova fisica: lo scopo di quest’opera – scritta in uno stile arioso e colloquiale – è quello di far capire, a chi non abbia conoscenze specifiche in campo fisico e matematico, che cosa ha significato per la scienza e per la nostra visione della realtà la rivoluzione della fisica quantistica (o delle particelle). Attraverso una serie di esempi tratti dalla vita quotidiana i due autori ci guidano nel mondo dell’infinitamente piccolo, dove le relazioni temporali e spaziali non obbediscono alle stesse leggi che applichiamo ogni giorno quando dobbiamo alzarci, camminare, misurare un appartamento, stabilire la durata di un viaggio ecc. Se l’immagine del mondo che emergeva dalla teoria elettromagnetica di Maxwell e dalla meccanica di Newton non divergeva troppo da quella dell’uomo della strada, con la teoria dei quanti è la stessa nozione di «realtà» a entrare in crisi e con essa quella di «soggetto», di tempo e di spazio. E le conseguenze filosofiche non sono meno cruciali di quelle scientifiche. Dopo aver sintetizzato con grande chiarezza gli sviluppi della nuova fisica (da Bohr a Einstein a de Broglie) e averne esposto i principî fondamentali, Ortoli e Pharabod dedicano pagine polemiche ai tentativi operati da alcuni fisici – si pensi al Tao della fisica di Fritjof Capra – di coniugare esperienza scientifica ed esperienza mistica.
