
Il principe delle falene è un’opera teatrale oscura e seducente che manda in visibilio le platee dell’Inghilterra vittoriana, attirando su di sé bisbigli affascinati e sconcertati.
Il suo protagonista, con una bellezza che sa di peccato e tentazioni proibite, calamita su di sé occhiate languide e accusatorie.
Le stesse a cui è abituato sin da bambino, quando l’unica mano pronta a tendersi nella sua direzione nel suo momento più buio è stata quella del dottor Lawrence, psichiatra del manicomio Bedlam di Londra, veicolo tramite cui la sua strada infantile si è incrociata con quella della piccola Cora.
Cora che è claudicante con le parole, galleggiandovi sopra nei libri più torbidi in cui si rifugia, e che, ormai adulta, dà la vita ai giocattoli, aggiustandone gli ingranaggi senza riuscire a correggere i suoi che considera difettati.
Nella Londra di fine ottocento, dedalo di strade di luce e buio, mela dalla buccia lucente e la polpa rosicchiata da peccati celati, un attore e una giocattolaia di nome Clark e Cora si ritrovano per caso, o forse per destino.
Per dimostrare che l’amore vero sia il sentimento più incantatore e imperituro che esista.
Sequel de ‘La ballata delle falene: l’esilio dal mondo’.
(È necessario aver letto il primo per procedere alla lettura di questo.)
Ultimo libro della dilogia ‘La ballata delle falene’.
