
<Giulio Cesare, uomo, politico, dittatore, vittima, viene esposto nelle sue debolezze e nei suoi sogni di grandezza in questo piccolo romanzo che, in forma di diario epistolare, fa rivivere personaggi e fatti storici abilmente ricostruiti anche se inseriti in un contesto di fantasia (la cronologia viene modificata per esigenze di spazio). L’esposizione dei personaggi, attraverso lettere e documenti che Wilder fa scrivere loro, è un lavoro raffinato che coinvolge completamente il lettore in un percorso comunque inaspettatamente faticoso. L’opera scorre, e scorre benissimo, tanto che agli occhi di chi legge si presenta la Storia, un susseguirsi di eventi che precede il giorno fatale dell’uccisione di Giulio Cesare. Ma faticosa questa lettura lo è, perché approcciandosi allo scritto con una aspettativa superficiale, se ne perde il senso e se ne perdono i tesori nascosti: la satira politica, la filosofia del potere ma soprattutto l’indagine sulla natura umana che è esattamente il cuore dell’opera. Un romanzo apparentemente storico che nasconde un livello di lettura molto più profondo, dedicato ufficialmente a una figura ai più sconosciuta, quella di Lauro De Bosis, l’uomo che compì il volo antifascista su Roma scomparendo per sempre con il suo aereo, abbattuto nel Mar Tirreno. Wilder non nasconde il suo parallelismo tra la figura di Giulio Cesare e quella di Benito Mussolini, sebbene l’indagine compiuta in Idi di Marzo si applichi in maniera ovviamente ben più vasta: all’uomo autoritario, detentore del potere e del destino di molti, l’uomo che si erge a pilastro ma che in fondo nasconde debolezze e crepe in grado di farlo cadere in ginocchio, impossibilitato nonostante la grandezza del suo ruolo, a portare a termine un compito al di fuori della sua portata, non per ostilità esterne ma perché sembra non poter superare un limite invalicabile, intimo: se stesso.>(da eholgersson)
Scrive Kurt Vonnegut Jr:<The Julius Caesar in this book, literate, well read, unburdened by ignorance and superstition, is in all respects a modern man. ‘The Ides of March,’ while set in Rome, might well be about a brilliant and all-too-human dictator in modern times, and what it could be like for the men and women who are close to one. The book’s lesson … is that it is human nature which does not change, no matter the era or situation.>
Se Cesare è un grande condottiero lo è in quanto sa spingere fino in fondo una meditazione lucida sulla libertà e le sue illusioni, con quella stessa volontà e intelligenza che, in tutto il libro, viene attribuita al poeta Catullo. Il rapporto tra il poeta e il dittatore, centrale per tutto il lungo racconto che accompagna l’ultimo anno di vita di Cesare, si svolge come un confrontarsi di ragioni diverse, ma che trovano entrambe la propria verità su una superiore coscienza che sa i propri limiti: che è poi, sembra suggerire Thornton Wilder, parte del fascino e del segreto del potere.
