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Cervicalgia, lombalgia e ansia sono spesso definiti il “male del secolo” perché oggi viviamo in modo intensificato i fattori che le generano: stress cronico, sedentarietà, vita accelerata e pressione sociale. Oggi servono modelli di prevenzione multidisciplinari per evitare che cervicalgia, lombalgia e altri dolori muscoloscheletrici diventino cronici. Medico, terapista e altri specialisti devono lavorare insieme: il medico inquadra la diagnosi e i fattori di rischio, il fisioterapista la funzione e la postura, lo psicologo o il terapista del dolore i fattori emotivi che favoriscono la cronicizzazione e i chinesiologi esperti devono saper fare rieducazione posturale individuale e di gruppo. L’attività fisica strutturata è raccomandata come pilastro di prevenzione e gestione del dolore cronico, insieme a educazione posturale, piuttosto che basarsi solo su farmaci o terapie passive. La partecipazione attiva del paziente è fondamentale perchè quando chi soffre comprende il proprio dolore, il proprio ruolo nel processo e le strategie di autogestione, le probabilità di cronicizzazione e di ricadute si riducono significativamente. La ginnastica posturale si distingue dalle altre attività olistiche come il pilates, lo yoga, perché necessita di una serie di fasi che vanno dall’educazione posturale e respiratoria, agli esercizi di allungamento delle catene cinetiche, di mobilità e decompressione dei dischi intervertebrali al core stability. Quindi non basta muoversi ma c’è bisogno di inserire nelle sequenze tutti questi aspetti altrimenti i progressi non sono costanti nel tempo. Il primo aspetto da considerare come prioritario è conoscere la propria colonna vertebrale attraverso una radiografia o meglio una risonanza per capire se le nostre curve si sono ridotte, invertite o accentuate nei loro gradi. Non sempre la colonna si modifica solo in una porzione spesso capita che lo stesso stress a lavoro o nella vita quotidiana, la forza di gravità, un trauma possono portare a deviazioni posturali che creano vari squilibri. Kendal ha raggruppato in quattro tipologie le principali alterazioni delle curve della colonna e di conseguenza del bacino : la postura cifo-lordotica, il dorso piatto, la postura militare, la sway back che sono caratterizzate da squilibri muscolari diversi con muscoli che sono troppo corti e altri troppo allungati.
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