
[…] la prosa magra eppure farcita; l’understatement scambiato per debolezza dai soliti boriosi; l’ironia talvolta più sottile d’una fettina di prosciutto di San Daniele, tale da poterci guardare attraverso; i continui omaggi al maestro Zygmunt Bauman che una collega, durante una reprimenda pubblica, pronunciò “Bòman”; l’elogio della gentilezza e del gioco, accanto alla stroncatura dell’egolatria e dell’odio; tutti divennero, senza fretta, dei classici, presenti nelle antologie delle scuole di 25,98 Paesi di tutto il mondo
