
Napoli: cortile di Castel S. Elmo, mattina di lunedì 21 gennaio 1799. Tra canti liberatori, grida di gioia e abbracci commossi, i patrioti dell’ex Regno borbonico proclamano la nascita della Repubblica napoletana. Più sotto, nella
parte bassa della città, infuriano gli scontri tra i lazzari e i soldati francesi del giovane generale Championnet.
E l’inizio della grande avventura rivoluzionaria del Mezzogiorno continentale d’Italia. Un’avventura partita da lontano, preparata dalle congiure giacobine degli anni Novanta e da una lunga tradizione di pensiero e di azione del nostro meridione, legata a doppio filo al mondo del riformismo illuminato e ai più importanti fermenti culturali e scientifici europei.
E da queste premesse che ha inizio il racconto di Valentino Sani sulle vicende napoletane del 1799. Unendo la passione e il rigore dello storico alla leggerezza di un linguaggio agile e discorsivo, l’autore ci conduce all’interno
del labirinto rivoluzionario napoletano descrivendone le storie e le vicende umane e politiche, arricchendo la narrazione con la pubblicazione di una serie di documenti inediti provenienti dagli archivi francesi. Dalla misteriosa storia dell’ammiraglio Caracciolo alla tragica vicenda di Luisa Sanfelice, dalla fuga a Palermo di Maria Carolina e Ferdinando IV di Borbone al tormentato amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton, dai difficili rapporti con i francesi conquistatori/liberatori alla marcia dell’armata sanfedista del cardinale Ruffo fino al massacro dei giacobini in piazza Mercato e alla sparizione dei loro carnefici.
Sei mesi di passione politica e di rigenerazione, che i Borbone avrebbero cercato di cancellare con un colpo di spugna. Per Maria Carolina fu la «Repubblica vesuviana», simile a un’eruzione destinata a travolgere ogni
cosa. Per la storia del Mezzogiorno la nascita di un seme di libertà destinato a rifiorire.
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(via filecrypt)
