Chi è renitente al sentire? Chi assorbe poca evoluzione dalle esperienze che lui stesso si è creato. È il caso del protagonista del libro, che è un renitente sia per quanto riguarda la frequentazione umana dei vari Cenacoli ai quali ha partecipato e di cui ha scritto copiosamente, sia per quanto riguarda la sua misera vita affettiva: misera non per le donne che ha conosciuto, ma perché è sempre stato divorato dalla foia della divulgazione dell’insegnamento dei maestri immateriali. Ha amato tanto l’insegnamento da amare poco le sue poche compagne. Ma la Legge è perfetta e in una prossima vita si ricorderà anche di questo grave squilibrio del “renitente al sentire”.

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