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Nel 1962, in un paese delle Alpi Marittime a ridosso della vecchia frontiera francese solcata dall’antica Ligne Maginot Alpine, due bambini trascorrono le loro giornate spensierate, unicamente “impensieriti” dalla presenza per molti versi inquietante di una vecchia sempre vestita di nero, schiva, dagli occhi infuocati che per i modi scontrosi, per l’aspetto e per il mistero che avvolge la sua vita passata sembra a tutti gli effetti ricalcare lo stereotipo della strega. Allora la spiano, la osservano, la temono… fantasticando su strane pozioni, sortilegi e magie.
In realtà, lei è una donna che ha alle spalle una storia lunga e tormentata. La sua vita si rivelerà al lettore con una seconda narrazione parallela che lo trasporterà in Valsavarenche, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, a scoprire fin dai primi anni dell’Ottocento la saga della famiglia Chatrian di Maisonnasse.
Con balzi non solo temporali e in un’altalena di circostanze e avvenimenti fantastici, in un panorama frequentato di rado nei romanzi italiani, cominciano quindi le cronache alpine che, a poco a poco, i lettori più attenti intuiranno essere in qualche modo legate al racconto ambientato nel paese occitano immaginario della Riviera Ligure di Ponente.
Siccome il fil rouge che intreccia le novelle come un canapo si annoderà con un colpo di scena soltanto alla fine del libro, fin dalle prime pagine si chiede al lettore la disponibilità a entrare pian piano in un mondo sconosciuto e a farsi cullare dall’adagio dei racconti popolari e intraprendere un viaggio lirico dentro etnie con loro lingue e loro tradizioni che diventano storia di un popolo e di tanti individui che hanno fatto la Storia.
Di là dalle innumerevoli chiavi di lettura ricevute dal romanzo, questa è una meravigliosa storia di donne. Descrive la loro vita, talvolta molto faticosa, d’altri tempi. Con scenari bellissimi racconta un’Italia alpigiana, di confine e di frontiera poco conosciuta.
Inizia nel 1825 con un matrimonio benedetto da un camoscio e termina incrociando un’estate del 1962 vicino al vecchio confine francese.
Nel viaggio di centotrentasette anni a dir poco singolare, il lettore si sposterà dalla Valsavarenche, percorrerà l’Alta Valle dell’Orco, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, visiterà la Costa Azzurra e terminerà il cammino nella Riviera Ligure di Ponente.
Vito Antonio Gastaldi è nato nell’entroterra della Riviera Ligure di Ponente. Nel 2018 ha presentato Croissant de Lune, un’opera condita con uno spruzzo di erotismo d’antan. Nel 2019 ha pubblicato Proverbi Italiani, un pamphlet di acute verità popolari che può essere letto tutto d’un fiato. Nel 2020 ha presentato Detti Celebri, un’originale plaquette di espressioni magistrali citate con dovizia di riferimenti.
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