
Una probabile fonte della novella VI,1 potrebbe trovarsi nel Sefer SaaŠuìm, o Libro delle delizie, di Yosef ibn Zabara, un medico ebreo vissuto a Barcellona nella seconda metà del XII secolo. In questo libro troviamo „un continuo alternarsi di racconti, favole, indovinelli, detti, discussioni filosofiche e mediche, una straordinaria e vivace miscellanea di elementi disparati riuniti da una “cornice” di viaggiatori-narratori. Entro questa cornice vengono raccolte quindici novelle principali” (FREEDMAN 1975, p.239).
La cornice di questo libro può essere derivata dalla cultura semitica, che ha sviluppato un genere narrativo nominato maqâmah. Questo rappresenta delle riunioni dove un’autorità narra una serie di racconti ad un uditorio.
La tradizione delle maqâmah è arrivata dal vicino Oriente nella penisola iberica, dove degli intellettuali arabi ed ebrei come Zabara l’hanno diffusa anche nella cultura occidentale.
Nel Libro delle delizie i personaggi principali della cornice sono l’io narrante ed un personaggio mezzo gigante e mezzo demonio, chiamato Enan. I due si trovano in un viaggio che ha lo scopo di trovare il paese, dove sono radunate tutte le delizie del mondo. Durante il viaggio, pieno di incidenti, i due narrano quindici racconti, la maggior parte dei quali sono presentati da Enan, ottimo favellatore.
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