
Magnus – Lo Sconociuto – Le Nuove Avventure – Collection (2 Volumi) (SBE Audace 2019-2022)
CBR
Nuove avventure per lo Sconosciuto, l’antieroe inventato da Magnus, che riprendono i fili narrativi interrotti dalla scomparsa dell’indimenticato maestro bolognese. Le luci dell’Ovest ha una particolarità che salta subito all’occhio: è una serie con una backstory di quelle fuori dal comune. Il fatto è che si tratta del personaggio creato da Magnus nel 1975 subito dopo la separazione artistica da Max Bunker. Lo Sconosciuto, infatti, è molto “denso” perché già “molto scritto” prima. L’ex mercenario ‘Unknow’ si presenta cioè, oggi, come un personaggio dal passato particolarmente ben definito da Magnus stesso. Un passato che grava, come un’eredità senza beneficio di inventario, sul lavoro che inizia da questo episodio e andrà avanti con i prossimi. Lo Sconosciuto è un personaggio volutamente senza nome (‘Unknow’, per l’appunto), una pedina minore che, a parte nelle ultime due opere, vive un percorso fortemente intimista, esistenziale, sullo sfondo di un grande gioco talmente lontano che è praticamente come il cielo stellato sopra di lui: freddo e distante. La prerogativa più importante dello sfondo è di essere noto al lettore perché fa parte del suo tempo, non di definire il senso dell’azione in corso o di attirare l’attenzione. È un dato, non un ostacolo.
Il nostro ex mercenario invece è un corpo martoriato di mezza età, una specie di eroe stolido perché sa incassare i colpi della vita e della sua professione – e infatti è e sarà sempre uno dei più grandi incassatori nella storia del fumetto – senza l’ambizione di cambiare il mondo e tantomeno salvarlo, neanche per errore. Passa vicino alla Storia, ma non è certo lui quello che preme il grilletto per uccidere JFK o quell’altro che va a catturare e sparare a Che Guevara (anche se…). L’esistenzialismo eroico e martoriato di Magnus si trasforma in un complesso tentativo di affresco geopolitico fortemente storicizzato ed esplicitato, con un protagonista al confine tra l’inadeguatezza e il disincanto. Gustoso, ma figlio di un malinteso: cioè che lo Sconosciuto sia un “cinico reduce”. Non lo era ieri (quando era invece un reduce esistenzialmente devastato) e non lo è oggi (quando è un reduce disincantato).
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