

L’ENIGMA DEL MOSTRO DI FIRENZE: TUTTA LA VERITA’ (2019) – Vittime giovanissime colte in momenti di gioia, di piacere, di spensieratezza. Quello del mostro di Firenze è il mistero italiano per eccellenza, unico nel suo genere perché lungo 17 anni. Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo al 6 giugno 1981. Siamo sulle colline di Roveta, vicino a Mosciano di Scandicci, alle porte di Firenze. Proprio qui si consuma un terribile duplice omicidio. La scoperta delle vittime è assolutamente casuale. Un Brigadiere di Polizia sta facendo una scampagnata insieme al figlio e sta raggiungendo una fonte d’acqua. Durante la camminata scorge una macchina ferma, si avvicina e nota immediatamente che qualcosa non va. Ferma il bambino, lo tiene a distanza. Si affaccia dentro la macchina e vede un uomo con profonde ferite alla gola. Poco distante c’è invece il cadavere di una donna. Si tratta di due vittime giovanissime: Giovanni Foggi, 30 anni, e Carmela De Nuccio, 21 anni. I due, fidanzati da tempo, avevano deciso di passare una serata insieme e di appartarsi in macchina. Gli inquirenti si soffermano immediatamente sul brutale trattamento riservato alla ragazza. Il killer l’ha infatti trascinata lontano dall’auto e le ha asportato la zona pubica. Un macabro rituale che tornerà spesso d’attualità. Quello di Mosciano di Scandicci è un duplice omicidio assolutamente inedito per la storia italiana perché per la prima volta appaiono mutilazioni a sfondo sessuale. Un delitto che però si inserirà in una scia infinita di sangue. Tra il 1974 e il 1984 si conteranno infatti sette duplici omicidi nella provincia di Firenze, senza considerare un ottavo delitto commesso nel 1968 e tutt’oggi di attribuzione incerta. Chi c’è dietro a tanta brutalità?




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