
Anno 1989. L’adolescente Maicol conosce Giusy sul treno che porta entrambi a scuola. Hanno all’apparenza caratteri diversi: lui fragile, in lotta con gli spettri della sua mente e del suo passato, lei più forte e determinata.
I binari dei treni sostengono, negli anni, lo scorrere delle loro vite, che pur allontanandosi rimangono legate.
Giusy e Maicol si aiutano a vicenda nella difficile evoluzione del rapporto con i propri genitori, proprio mentre riesplode il caso giudiziario erroneamente derubricato nel 1982. Sullo sfondo, s’intravede un Paese che timidamente prende coscienza dell’esistenza di altri tipi di famiglie rispetto a quella tradizionale.
Il treno porta i protagonisti, e una serie di personaggi di cui il racconto man mano si arricchisce, dal piccolo paese alla città e poi alla metropoli, in un arco di tempo quarantennale, e poi di nuovo indietro a ritrovarsi tutti, con qualche ospite inatteso, dopo che un’imprevista e terribile pandemia li ha costretti a stare separati.
Maicol e Giusy diventano adulti combattendo contro i silenzi, le bugie e il conformismo da cui sono circondati. Emergono, così, opposti ritratti di assoluta purezza e bieco cinismo, di sofferente apatia e coraggioso impegno civile. La generosità e il sacrificio sono l’altra faccia della medaglia laddove, per vanità, si arriva persino ad uccidere.
O fu solamente un banale incidente?

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