
Protagonista è Romashov, giovane sottotenente dall’animo delicato e sensibile, intrappolato in un mondo militare degradato, violento e privo di ideali; un uomo che scopre l’assurdità di un sistema che schiaccia l’individualità, demolisce i concetti di onore e dovere, e riduce gli esseri umani a ingranaggi di una macchina disumana. Il romanzo segue la sua metamorfosi interiore da ufficiale obbediente a critico consapevole, da soldato disciplinato a voce di una generazione in cerca di riscatto. Attraverso i suoi occhi e la sua progressiva presa di coscienza, Kuprin costruisce un affresco impietoso di un’istituzione malata, dove la disciplina è solo una maschera per nascondere sopraffazione, mediocrità e vuoto morale.
Kuprin non risparmia colpi: i personaggi sono ritratti con crudezza chirurgica – ufficiali alcolizzati, brutali, privi di qualsiasi spessore morale; soldati umiliati e annientati; una gerarchia che sopravvive solo attraverso la violenza e la sopraffazione. Il “duello” del titolo è soprattutto metafora di uno scontro più ampio: tra vecchio e nuovo, tra l’individuo e un sistema che lo vuole annientare. Un romanzo profetico che anticipa le rivoluzioni che avrebbero presto travolto l’impero russo, e un’analisi filosofica del potere, dell’alienazione, della ricerca di dignità in un mondo che sembra averla smarrita.

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