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Il suo primo incontro con la poesia avvenne proprio nella sua terra nativa, dove nella primavera del 1943 trascorreva un periodo di convalescenza durante la seconda guerra mondiale. Quella «snervante primavera» fu per lui come rituffarsi in una seconda infanzia, ritrovandosi «a enumerare le cose amate, a compitare in versi un ingenuo inventario del mondo». Il tragico scatenarsi dei bombardamenti lo vide estraniato, con naturalezza, in un quadro bucolico inebriante: «Me ne andavo nella colorita campagna nutrendomi di sapori, aromi, immagini; la morte non era un elemento innaturale in quel quadro; era come un pesco fiorito, un falco sulla gallina, una lucertola che guizza attraverso la viottola».[1] Nel 1951 pubblica la prima raccolta di versi, Nel centro della mano.

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