
Formato: EPUB
Vienna, 1903. Con Geschlecht und Charakter irrompe sulla scena uno dei libri più inquietanti, disturbanti e discussi del Novecento. Otto Weininger – filosofo, “nevrotico pubblico”, spettro della crisi identitaria mitteleuropea – trasforma la differenza in ossessione, la purezza in rovina, il dramma personale in dispositivo collettivo. La sua opera non è solo un trattato di misoginia e antisemitismo: è il laboratorio dove la modernità mette in scena le proprie paure, le proprie vertigini, il bisogno irrisolto di trovare una salvezza attraverso l’esclusione.
Questo volume guida il lettore tra le macerie della “macchina weiningeriana”: un dispositivo che promette ordine e produce vertigine, un testo che seduce e respinge, scandalizza e ancora oggi interroga. Tra autoanalisi e spettacolo, follia e metodo, la voce di Weininger resta uno specchio rotto per chiunque voglia capire la genealogia delle nostre ossessioni identitarie, dal panico del “misto” alla nostalgia della purezza.
Nessuna risposta, solo diagnosi: il caso Weininger attraversa la filosofia, la letteratura, la psicanalisi, la cultura ebraica e persino le ideologie più nere del Novecento, per diventare infine oggetto di parodia, laboratorio della crisi, “meme” polemico della modernità europea. Questo libro non offre redenzione, ma una profilassi critica: imparare a vedere, smontare, ridicolizzare ogni nuova incarnazione della paura della differenza.
Questo volume guida il lettore tra le macerie della “macchina weiningeriana”: un dispositivo che promette ordine e produce vertigine, un testo che seduce e respinge, scandalizza e ancora oggi interroga. Tra autoanalisi e spettacolo, follia e metodo, la voce di Weininger resta uno specchio rotto per chiunque voglia capire la genealogia delle nostre ossessioni identitarie, dal panico del “misto” alla nostalgia della purezza.
Nessuna risposta, solo diagnosi: il caso Weininger attraversa la filosofia, la letteratura, la psicanalisi, la cultura ebraica e persino le ideologie più nere del Novecento, per diventare infine oggetto di parodia, laboratorio della crisi, “meme” polemico della modernità europea. Questo libro non offre redenzione, ma una profilassi critica: imparare a vedere, smontare, ridicolizzare ogni nuova incarnazione della paura della differenza.
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