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L’agricoltura sinergica, ideata da Emilia Hazelip, si basa sul principio che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.
I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, e una maggiore resistenza agli agenti che portano le malattie. Attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile.
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