
Formato: EPUB
Alle nove e quaranta di un martedì di metà gennaio, stavo per far passare il candidato sbagliato.
Comincia così questo libro: un funzionario universitario, alle prese con un curriculum apparentemente perfetto, scopre — per puro riflesso professionale — che il documento è stato costruito per ingannare l’intelligenza artificiale che lo sta valutando. È solo la prima delle venti storie che questo saggio racconta.
L’IA generativa è entrata nei nostri uffici con la stessa rapidità silenziosa con cui, oltre trent’anni fa, sono arrivati i computer. Cambia il lavoro alle radici. Ma le narrazioni dominanti — entusiasmo tecnologico da una parte, allarmismo dall’altra — sono lontane da quello che davvero accade alla scrivania di chi tiene in piedi la pubblica amministrazione italiana.
L’intelligenza artificiale, applicata al lavoro pubblico, è un amplificatore: rende più potente quello che già c’è. Se c’è competenza, la moltiplica. Se c’è disattenzione, la rende più dannosa. La differenza non è nello strumento — è in chi lo usa, e in come lo usa.
Bandi, regolamenti, mail agli studenti, verbali di Consiglio, audizioni PRIN, gare d’appalto: diciannove scene dal lavoro di una facoltà universitaria che mostrano come si usa bene l’intelligenza artificiale generativa, dove sono le trappole, e quali pratiche servono per non farsi sostituire dallo strumento. Una guida narrativa per chi lavora nel pubblico — funzionari, dirigenti, ricercatori, amministrativi — e ha bisogno di metodi concreti, non di slogan.
In appendice, un Prompt Book operativo da consultare ogni volta che serve.
Non un manuale tecnico. Non un romanzo a tesi. Un saggio per storie, scritto dall’interno, sulla trasformazione che sta cambiando il lavoro pubblico italiano.
Con la prefazione di Graziano Ernesto Milia
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