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Povera gente, pubblicato nel 1846 sulle pagine della prestigiosa rivista «Otečestvennyja zapiski», segna l’esordio letterario del giovane Dostoevskij. È un romanzo epistolare che ha per protagonisti un meschino impiegatuccio e una fanciulla infelice, ambientato in una Pietroburgo misera e squallida: queste tematiche realistiche però, introdotte da Dostoevskij per assecondare il gusto e le esigenze dell’editoria e della critica di allora, non esauriscono affatto la portata ben più complessa e moderna dell’opera. Come sottolinea Igor Sibaldi nella sua introduzione, «Povera gente è il romanzo di uno scrittore sulla letteratura natural’naja dei suoi tempi, e sulla letteratura in generale, nel quale il rapporto con quegli stessi letterati appare piuttosto di sfida e disprezzo». Un romanzo quindi giocato su diversi piani, probabilmente nemmeno percepiti dai contemporanei, che spalancò, dice ancora Sibaldi, «le porte al Dostoevskij maggiore, al Dostoevskij dei “grandi peccatori”».

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