
Questo libro propone un’analisi innovativa del linguaggio figurativo di Dante in relazione sia al quadro teorico sviluppato nelle sue opere sia alle strategie discorsive realizzate nella sua poesia. In tal modo, fornisce anche una panoramica delle teorie medievali del linguaggio figurativo, con le rispettive preoccupazioni e sovrapposizioni. La prima parte, composta da quattro capitoli, esplora il modo in cui Dante discute il linguaggio figurato attraverso una selezione di passaggi cruciali di Vita nova, De vulgari eloquentia, Convivio, l’epistola a Cangrande, Monarchia e la Commedia. Ciascuno di questi passaggi viene indagato rispetto alle specifiche questioni in gioco in ciascuna opera, tracciando così una netta progressione nel pensiero dantesco sul linguaggio figurativo, a cui fa da specchio una pratica metaforica sempre più complessa e consapevole. Tali questioni vengono poi contestualizzate nel quadro più ampio delle varie teorie del linguaggio figurativo formulate dalle diverse discipline medievali (artes poetriae; artes dictaminis; esegesi biblica; artes praedicandi; epistemologia). La seconda parte prevede un’analisi approfondita delle metafore presenti nella Commedia di Dante, attraverso una lettura approfondita di molteplici casi studio. In questa sezione viene presentata la metodologia adottata per l’identificazione e la classificazione delle metafore dantesche, e i suoi principali risultati in termini di dati sia quantitativi che qualitativi. I suoi tre capitoli esplorano le componenti linguistiche delle metafore (spostamento di significato, morfologia, sintassi), poi le loro caratteristiche stilistiche (semantica e pragmatica), e infine la loro distribuzione e le reciproche connessioni. Gli approcci contemporanei adottati in tutto il libro contribuiscono alla crescente complessità delle discipline medievali interessate al linguaggio figurativo.
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