
FORMATO: EPUB
no momenti e ore a Venezia di luce perpendicolare o radente, priva di ombre, durante le quali la città si colloca nello spazio e nell’aria tale da apparire un oggetto rpismatico e non reale, una sorta di astratto diamante trascritto da bagliori interni, puro oggetto di contemplazione. Sono i momenti in cui l’estate tocca con mano il miraggio. Così New Yprk produce effetti di estetismo puro, ma le somiglianze, le affinità figurative e storiche non si fermano qui. Il mare, sulla punta di Manhattan, ha lo stesso odore della laguna; il cielo è spesso annuvolato e rosato, grattacieli e avenue hanno, tra di loro, le stesse proporzioni e armonie delle alte case e palazzi di venezia e le calli; la babele architettonica ha uguali origini e ripetizioni; l’amalgama umana, il meticciato bianco e quello nero da origine ad emigrazioni equivalenti”. Nel 1961 Goffredo Parise è per la prima volta in America (per quanto l’America avesse fantasiosamente abitato un suo racconto del 1956) e, dell’America, ciò che più lo sconvolge è questa città mirabolante e grigiastra, che – ad un tempo – “ha l’aspetto di una tomba” e di “un affresco dipinto da bambini pazzi” e che – per quanto museale e dirompente – diventerà “la città che più mi ha emozionato”. La New York di Parise è questo ed altro, nell’ombra anche altro.
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