
Nella mia vita mi sono sempre sentita un pesce fuor d’acqua.
Dio, non è che io abbia chissà quanti anni! …In realtà sono soltanto un’adolescente di appena diciassette anni… Ma il mio mondo… quello dove sono cresciuta intendo… Mmh, non lo so in quanti avrebbero resistito!
Beh, a meno che non si parli di smidollati figli di papà con la puzza sotto il naso!
O delinquenti di prima categoria! Sadici ragazzini che già da piccoli adoravano appiccare incendi o torturare gli animaletti da compagnia!
Mio padre, Yan Bondarenko, ha sempre fatto parte della Bratva. E prima di lui si è susseguita una lunga stirpe di boss mafiosi del suo stesso stampo.
Ha conosciuto la mamma quando ancora lei si occupava della salute della sua defunta moglie come infermiera privata, circa una ventina di anni orsono.
E quando l’allora signora Bondarenko è passata a miglior vita, il loro rapporto già abbastanza solido, si è tramutato in qualcosa di più intimo e particolare. Dopodiché si sono sposati e all’incirca un annetto più tardi sono nata io.
Mio padre ha un altro figlio però.
Isak.
Di trentadue anni.
Con il quale ormai non parla più perché lui sostiene che mia madre sia soltanto una rovinafamiglie che ha istigato nostro padre quando ancora sua madre era in vita.
Ed ecco riassunta la mia piccola famiglia “felice” in poche righe.
Per il resto sono una “comunissima” ragazza che passa gran parte della giornata con la faccia sepolta nei libri, che pratica arti marziali da quando aveva quattro anni, che sa sparare e persino creare una bomba se dovesse servire.
Già, perché nel mio mondo non bisogna mai farsi cogliere impreparati, e ho scoperto ben presto che il pericolo è sempre dietro l’angolo.
La mamma invece se ne sta di fronte al portellone e l’espressione sul suo viso mi dice chiaramente quanto poco apprezzi il fatto che mi sia nuovamente estraniata da tutto e tutti, rintanandomi tra i miei pensieri.
Lei odia quando lo faccio, sostiene che sia da maleducati e che tutto questo non mi porterà a nulla di buono.
Beh, preferisco stare in silenzio piuttosto che ciarlare senza senso come fanno molte mie coetanee!
Comunque, ad ogni modo, faccio appena in tempo a mettere piede sull’asfalto che veniamo investiti da un fragore mostruoso, mille luci accecanti che mi fanno chiudere gli occhi, con Igor che mi si getta contro per proteggermi dall’esplosione che ha investito l’aereo facendo una carneficina.
L’ultima cosa che ricordo è l’odore di carne bruciata mista a carburante che mi impregna le narici.
ISAK
SAMOLET PRIZEMLILSYA dice Lev varcando la soglia della sala biliardo, io e Dimitri intenti a fare una partita.
L’aereo è atterrato.
CHE DIO CI SALVI mi salta fuori per tutta risposta, Dimitri che accenna una smorfietta all’angolo della bocca ma non commenta.
L’idea di avere una ragazzina che circola per casa ci ha messo tutti in agitazione, non si può negare.
Beh, non proprio tutti in effetti, rimugino lanciando un’occhiatina al mio amico che si accinge a colpire la palla.
Mai vista una persona tanto insondabile come Dimitri!
JESS
Lui e Lev si sfidano spesso alle corse con le macchine, mentre Dimitri invece preferisce non prendere parte alle loro gare relegandosi in qualche angolo della stanza con il suo tablet.
A volte invece legge. Per lo più romanzi thriller, e credo che siano in perfetto stile con la sua personalità sempre così cupa e misteriosa.
Non parla mai.
Proprio mai!
Da quando sono qui non mi ha rivolto la parola neppure una volta in effetti, limitandosi a lanciarmi occhiatine di soppiatto che neppure saprei bene come definire.
Mi mette molto a disagio, lo ammetto, ma faccio finta di nulla per il bene comune.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO che contiene un linguaggio esplicito, scene di sesso e violenza. Si raccomanda la lettura ad un pubblico consapevole.
