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Il volume offre un’analisi sistematica della legislazione cinematografica italiana, ricostruendo il rapporto tra Stato e ‘settima arte’ dalle origini liberali ai giorni nostri. Attraverso una ricognizione cronologica, l’opera documenta il passaggio dal controllo di polizia dell’età giolittiana alla strutturale statalizzazione del ventennio fascista, fase in cui il cinema viene elevato a pilastro dell’intervento pubblico.
Il testo approfondisce la nascita dei grandi enti di gestione, come l’ENIC e il Centro Nazionale del Cinema, e analizza i meccanismi normativi che hanno regolato i flussi d’importazione e i finanziamenti pubblici. Il percorso si conclude con la sfida della convergenza digitale, esaminando le disposizioni più recenti, tra cui il regolamento del 2021 sulla definizione delle opere audiovisive, offrendo così una guida completa all’evoluzione della governance culturale in Italia.
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