
Il libro è frutto di una ricerca che indaga il comportamento religioso dei giovani italiani durante il decennio cruciale della contestazione (dal 1968 al 1978). L’autore utilizza la metodologia della sociologia per esplorare in dettaglio:
- Le diverse manifestazioni della disobbedienza religiosa giovanile.
- Le connessioni e le interazioni tra la sfera della fede e l’impegno politico all’interno dei movimenti dell’epoca.
- L’emergere di un’area “contro-culturale” che, pur meno visibile rispetto alle correnti politiche più egemoniche e operaiste, privilegiava pratiche e valori alternativi nell’ambito religioso.
L’opera offre quindi un’analisi approfondita di un aspetto specifico e rilevante di un periodo storico di grandi cambiamenti sociali e culturali in Italia.
La contestazione religiosa giovanile in Italia si manifesta con un marcato calo della pratica religiosa e dell’adesione istituzionale alla Chiesa cattolica, sostituito da una ricerca spirituale più personale, interiore e a volte “laica”, che valorizza il benessere individuale e il senso di pienezza, lontano dai riti parrocchiali e dalle risposte dogmatiche. I giovani cercano un rapporto individuale con il sacro, non ereditato, distinguendo nettamente tra spiritualità e religione istituzionale, percepita come distante o inadeguata.
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